Un Napoli ‘dantesco’ vince e convince

di Pietro Aldo Mocerino (IIG)

Confessiamolo, quando al 17’ il signor Manganiello, con l’aiuto del Var, ha assegnato un rigore al Napoli per fallo su Kvaratskhelia, abbiamo tremato un po’ tutti, ripensando allo sciagurato errore di Osimhen dagli undici metri contro il Bologna. Ci voleva la personalità di Zielinski per andare sereno sul dischetto e trasformare in modo impeccabile. È stato allora che il Napoli, come Dante, si è lasciato alle spalle la “selva oscura” delle prime giornate di campionato ed è uscito a “riveder le stelle”. Vero è che l’Udinese, specie in attacco, è stata poca cosa, ma gli azzurri hanno dimostrato di aver ritrovato il gioco e, soprattutto, la mentalità vincente. Dopo i tentativi di Osimhen (26’) e Mario Rui (28’), con Silvestri attento a ribattere, al 39’ proprio Victor si è sbloccato sfruttando un passaggio filtrante di Politano ed insaccando con un rasoterra. Napoli in controllo totale del match, ancora Osimhen sfiora il tris su assist di Lobotka (52’), poi inizia lo show personale di Kvicha, che prima colpisce per due volte i legni – al 56’ con uno spettacolare sinistro al volo, poi con un destro da fuori area al 67’ – quindi al 74’ spezza il suo digiuno personale con un gol da applausi, rubando palla a Bijol sul vertice sinistro dell’area, saltando con un pallonetto basso Silvestri in uscita e depositando comodamente in rete. L’Udinese accorcia all’80’ con uno slalom strepitoso di Samardzic (che il Napoli aveva seguito in estate e che, forse, avrebbe fatto bene ad acquistare), prima che il Cholito Simeone, un minuto dopo, sigli di testa il poker su assist al bacio dalla sinistra sempre di Kvara. Insomma, il peggio sembra essere passato, il Napoli ‘dantesco’ ora punta al Paradiso.

 

 

Meret 6: quasi mai in pericolo, sorpreso come tutti sul gol di Samardzic.

Di Lorenzo 7: torna a sgroppare sulla fascia, soprattutto all’inizio ha messo in mostra una grinta da leader.

Ostigaard 6,5: fa il suo, pure nell’impostazione mantiene la calma.

Natan 6,5: altra prova positiva, si fa notare per la fisicità ed un paio di lanci indovinati.

Mario Rui 6: mette al servizio della squadra la sua esperienza, affacciandosi anche in attacco quando occorre.

Anguissa 6,5: stavolta il possesso palla gli riesce meglio, dà consistenza alla mediana. Lobotka 7: uomo ovunque, play e mediano, sa fare tutto.

Zielinski 7,5: tra i migliori, sia perché si assume la responsabilità di scacciare i fantasmi trasformando il rigore, sia perché illumina sempre il gioco con la sua classe.

Politano 7: molto vivace, ha il merito di servire Osimhen sul raddoppio.

Osimhen 7-: un altro rispetto alla gara col Bologna, ritrova il gol, ma dà la sensazione, alle volte, di voler strafare. Magari se esultasse di più alla prossima rete…

Kvaratskhelia 8: torna ad essere per Garcia quello che era per Spalletti, la cavalleria che Napoleone mandava in campo quando doveva annientare il nemico. Un gol, un assist e due legni, che altro?

Lindstrom 6: qualche spunto interessante, se avrà più spazio potrà dire la sua. Cajuste 6: partecipa alla gestione del risultato.

Simeone 7: una conferma, si può contare su di lui, perché ha sempre fame. Elmas e Raspadori s.v.

Garcia 7: capisce che non è il caso di stravolgere una squadra che gioca a memoria, magari c’è stato un confronto chiarificatore nello spogliatoio con i calciatori e i risultati si sono visti. Da apprezzare la decisione di voler far tirare ad Osimhen il rigore, anche se poi è andata diversamente.

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