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Anime vaganti

di Miriam Perrone(4A)

Cuore gonfio

legato a logori cancelli

aperti al Signore Tempo

che imperioso

scandisce orizzonti di carta

su distanze fragili.

Anime pesanti

identità come maschere

un carnevale di vite sospese

un via vai di passi

senza direzioni

solo rumori

in un mondo di paure e lacrime,

gente smarrita che si muove per inerzia.

Perché non indossi i miei occhi,

i miei abiti di tante vite fa

o le mie scarpe grandi

eppure strette e doloranti?

Siamo carne affamata di specchi

tremiamo davanti al vetro

perché la verità è un solco profondo

che non ammette il belletto del trucco.

Scaviamo pozzi d’oro

in terre di cenere

mentre il respiro,

ladro silenzioso,

ci deruba del domani

per pagarci un istante.

Ascolta le voci

tutt’intorno

le parole vuote

che gracchiano fingimenti,

solo cinguettii

come potenti distrazioni

dalle memorie di noi.

Ricorda

Ricorda-ti

Ricordami

E mentre ridi con fragore

cuci il pensiero

che ti riannoda a me,

e asciuga il pianto

che bagna gli occhi

che hai indossato.

Lacrime di luce

attimi di vita eterna

brillano nel buio fitto

sul tetto della bruna ed arida terra,

una coltre densa e greve

dipana grovigli

e si dissolve leggiadra

nel sorriso sincero

della vita che verrà.

 

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