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Manita dell’Inter, il Napoli di Conte si gioca l’all-in

di Maria Vittoria Vitale (IE)

 

Conclusasi la parentesi delle Nazionali e archiviata l’amarezza per il risultato fallimentare conseguito dall’Italia, la Serie A rientra nel vivo con degli scontri decisivi per lo scudetto e per le qualificazioni alle coppe europee. La domenica Pasqua lascia un retrogusto amaro ai tifosi partenopei, che speravano in una prestazione decisamente migliore della Roma di Gasperini. A San Siro, però, i giallorossi crollano 5-2 contro l’Inter e i nerazzurri tentano la fuga per ipotecare lo scudetto.
A Pasquetta si accendono i riflettori sul big match tra Napoli e Milan. Entrambe le squadre sono alla ricerca dei tre punti per blindare il secondo posto e per poter rimanere aggrappati alla speranza di una miracolosa rimonta in chiave scudetto. Tuttavia, a poche ore dalla sfida arriva una brutta sorpresa in casa Napoli: Hojlund dà forfait a causa di una sindrome influenzale. Così, data l’indisponibilità di Hojlund e Lukaku, Conte è costretto ancora una volta a reinventarsi, affidandosi a Giovane per supplire all’assenza del centravanti danese. La coreografia esposta dalla curva A dello stadio Maradona riassume i sogni di un popolo intero e incita la formazione casalinga a giocarsi il tutto per tutto.

All’inizio del primo parziale il Napoli rischia su una punizione rossonera: Milinković-Savić esce a vuoto, ma Pavlovic di testa non trova la porta. Successivamente gli azzurri sprecano due opportunità con Spinazzola, il cui tiro termina a pochi centimetri dall’incrocio dei pali, e Giovane, che lanciato in profondità da Olivera indugia un attimo di troppo e si fa murare il tiro da Pavlovic. Per il resto le compagini si rendono poco pericolose e la partita rimane bloccata sullo 0-0. D’altro canto, la ripresa prende una piega diversa e gli azzurri mettono in campo la propria determinazione. Giovane ha una sorta di metamorfosi e diventa più incisivo, prova a tirare ma Maignan non si lascia ingannare dalla conclusione velenosa del brasiliano. Eppure la vera svolta arriva dalla panchina: è il momento di Alisson Santos e di Politano. Il numero 27 azzurro accende il Napoli e getta scompiglio tra le linee rossonere. Il suo pazzesco no look è un passaggio perfetto per il cross di Olivera, che dopo il tocco di De Winter finisce sui piedi di Politano. Quest’ultimo non sbaglia, gonfia la rete e fa esplodere di gioia lo stadio Maradona. Dopo il vantaggio dei partenopei, il Milan prova a rimettersi in carreggiata, ma gli azzurri reggono bene e non si chiudono in difesa, mantenendo il baricentro alto fino alla fine della partita. Per ironia della sorte il “corto muso” di Massimiliano Allegri diventa l’arma degli azzurri. Il guizzo di Politano decide la partita, regala ai suoi tifosi una Pasquetta da sogno e al triplice fischio dell’arbitro squadra e città possono esultare per i tre punti d’oro portati a casa. La statistica non è certo a favore degli azzurri, ma finché la matematica non condanna gli azzurri, il loro destino è tutto da scrivere.

 

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