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La simmetria dei desideri

di Vittoria Bucci (2A)

Un filo derba che spacca la pietra:

storia di unamicizia vera in una terra che divide

 

Ci sono persone delle quali ti fidi abbastanza da farci testa o croce” al telefono.

 

La simmetria dei desideri è un romanzo emozionante, che dipinge un’idea di amicizia che molti oserebbero definire irrealistica.

Il rapporto magico, ma profondamente tangibile, che lega i quattro protagonisti, Yuval, Churchill (o Yoav), Ofir e Amichai, non è ossessivo né soffocante: i personaggi sanno stare lontani l’uno dall’altro, portano avanti carriere e relazioni amorose in modo indipendente. Eppure, hanno qualcosa che li distingue da tutti gli altri. Hanno qualcuno per cui vale la pena essere più felici quando si prova gioia e più tristi quando si è addolorati. Nelle loro vite esiste un punto fisso attorno al quale ruota tutto il resto, che cambia, talvolta radicalmente, di anno in anno. La loro amicizia, invece, rimane inspiegabilmente immobile. Qualsiasi cosa accada, che si tratti di un’influenza, di un rimpianto, di una giornata colma di insicurezza per una macchia sul collo, oppure della morte della propria moglie o di un crollo nervoso, ciascuno dei quattro sa di poter contare sugli altri incondizionatamente. Questo non significa, però, che i problemi vengano sempre condivisi e affrontati insieme: talvolta i personaggi rimandano conversazioni, celano parte della verità, si chiudono in sé stessi. Ma tornano sempre sui loro passi, finiscono per ricongiungersi. Prevale la trasparenza su cui il legame si fonda.

Yuval, Churchill, Ofir e Amichai non provano una totale ammirazione reciproca, non si venerano. Al contrario, Nevo non nasconde momenti in cui un personaggio prova disprezzo per alcune qualità dell’altro, nervosismo alla sua sola presenza, o arriva a pensare che sia la persona peggiore del mondo. Yuval, ad esempio, pensa di picchiare Churchill, che ha iniziato una relazione con la ragazza da lui amata, Yaara, il cui nome era stato scritto accuratamente su ciascuno dei bigliettini che i quattro amici avrebbero dovuto aprire ai Mondiali del ’98 per scoprire se avevano raggiunto i loro obiettivi: il suo migliore amico gliel’ha portata via. Ma Yuval non lo fa. Anzi, quando Churchill tradisce Yaara e lei lo caccia di casa, il letto di Yuval è quello in cui Churchill torna a dormire. E quando Churchill parla di Yaara come se fosse una persona di poco conto, Yuval prova astio nei suoi confronti, ma gli prepara comunque una tazza del suo tè preferito.

Non ci sono parole in grado di rendere appieno la solidità e l’unicità del legame descritto da Nevo. Possiamo però condividere un’immagine: alla fine del romanzo, attraverso un’alternanza di momenti spensierati e periodi bui di isolamento, ciascuno dei protagonisti esaudirà il desiderio di un altro, in una “simmetria dei desideri” di precisione matematica.

L’amicizia non è necessariamente presenza costante, né sempre e solo approvazione. È un valore aggiunto, fatto di comprensione, pazienza e volontà di vedere davvero l’altro: un aspetto che Eshkol Nevo coglie splendidamente.

 

Sullo sfondo delle vicende di questo gruppo si muove, silenzioso, il fantasma della guerra e dell’oppressione legate al conflitto israelo-palestinese. La simmetria dei desideri, pubblicato per la prima volta in Israele nel 2007, è ambientato prevalentemente tra Haifa e Tel Aviv e segue le vite dei quattro amici nell’arco di diversi anni, scanditi dalle edizioni dei Mondiali di calcio tra il 1998 e il 2002. Rileggere oggi queste pagine, alla luce di ciò che accade quotidianamente nella Striscia di Gaza, induce inevitabilmente a riflettere su quanto a lungo il conflitto abbia inciso sulle vite di chi abita quei territori, anche se nel libro i riferimenti diretti alla questione sono rari.

Ofir esprime le sue perplessità, avvertendo il peso della situazione anche nelle cose apparentemente più banali:

 

Sono crollato – racconta Ofir – perché facevo parte di un sistema brutale che usa le parole solo per vendere. E quel sistema non agisce da solo. Fa parte di una società che è tutta quanta brutale. Comincia tutto dall’Occupazione, dal fatto che dominiamo un altro popolo, e prosegue nelle cose più piccole, per esempio come guidiamo. O come ci comportiamo quando siamo in coda.

 

L’autore racconta in prima persona un episodio vissuto durante il servizio militare, da cui traspare la normalizzazione della violenza:

 

Qui il narratore sono io, e ci tengo a dire che sono troppi i momenti dei quali non sono orgoglioso nei miei anni di militare, e il peggiore di tutti è stato durante i mondiali del ’90, in un edificio scrostato nei sobborghi di Nablus. È stata un’idea di Doron. È stato lui a dire: la vedete quella casa con la televisione? Cosa ne dite di entrarci dentro, fare una piccola perquisizione e nel frattempo vederci Inghilterra-Camerum? Così, in silenzioso assenso, ci siamo preparati tutti, con le armi e i giubbotti antiproiettile. La famiglia nella cui vita avevamo fatto irruzione era riunita a guardare un programma in televisione, e non riusciva a capire perché il comandante Harel esigesse che cambiassero canale e quale relazione ciò avesse con la perquisizione che volevamo eseguire. Nel giro di qualche secondo è esplosa una baraonda infernale, che si è conclusa con tutti gli oggetti del soggiorno, escluso il televisore – vasi, scodelle, quadri, lampade – in frantumi. Il ragazzo finì ammanettato in un angolo della stanza, con il braccio destro slogato. Abbiamo spinto la vecchia e il resto della famiglia, con il calcio dei fucili e con le mani, in una stanzetta laterale. Dopo abbiamo fatto zapping finché abbiamo trovato la partita.

 

Non è cominciato tutto il 7 ottobre 2023: il territorio palestinese, costituito dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania, è occupato da Israele dal 1967, e il conflitto affonda le sue radici già nel 1948, con la nascita dello Stato d’Israele e la prima guerra arabo-israeliana. Decenni di violenza, di oppressione silenziosa che scivola nella vita di tutti i giorni, invisibile finché non esplode in drammi impossibili da ignorare

In un mondo segnato da fratture profonde, La simmetria dei desideri mostra un legame che resiste, tra errori e contraddizioni. Mentre la storia collettiva si fa violenta e dura, l’amicizia resta: ostinata, tenace, indispensabile.

 

 

 

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