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L’Anello di Sonetis

di Filippo Travelli (4B)

Il sole va pian piano calando sul fiordo di Khalener, mentre le ombre salgono fino all’ultima torre
della grande corte dello jarl. Il crepuscolo sta per terminare a Tefrin e, nel frattempo, alcuni si
rifugiano nelle dimore, altri si avventurano nell’oscurità.
Tra gli ultimi c’è un elfo smilzo e destro dalla carnagione scura e dai capelli candidi, che sta
osservando dall’alto i movimenti delle guardie. Proprio adesso, infatti, queste stanno effettuando i
cambi di turno per la notte.
Una piccola entrata laterale è appena stata lasciata scoperta: ecco che il nostro avventuriero ha
trovato il suo biglietto di entrata – e se tutto andrà bene anche di uscita – per la sala del trono dello
jarl.
Dopo aver schivato qualche pattuglia passando da un tetto all’altro, la figura sinistra riesce a trovare
una finestra aperta: è l’entrata perfetta per una breve visita all’anello di Sonetis, simbolo del potere
regale e oggetto che si tramanda di successore in successore al trono. Ma la strada per le segrete,
dove è preservato il tesoro, è ancora lunga: davanti a sé, l’intruso trova un intero dormitorio
stracolmo di gendarmi armati fino alle zanne che – fortunatamente – galleggiano in un sonno
profondo. Tra un ronfo e l’altro risulta difficile udire i passi leggeri dell’agile ladro il quale però,
una volta arrivato all’uscita della sala, scorge un corpo massiccio che blocca la porta. E’ il capo
delle guardie e, naturalmente, ha anche un corno per richiamarle tutte.
Se scoprisse l’intruso e suonasse il corno, non sarebbe di certo il miglior amico delle altre guardie
ma sicuramente il peggior nemico del furfante.
Sembra che il nostro avventuriero debba tentare con un’altro varco fra le difese ma,
inaspettatamente, dopo un immancabile sbuffo, la sua figura comincia a diventare più piccola e più
oscura, fino a diventare un’ombra vera e propria. Nel suo nuovo stato egli può tranquillamente
passare sotto il portone ed evitare la corpulenta guardia.
Giunto nel corridoio, ad accoglierlo non sono i pericoli ma i misteri. Ogni porta sembra nascondere
una storia secolare e una stanza oscura e tenebrosa, in attesa di essere esplorata e privata di tutti i
suoi segreti. Una sigillata con catene di qua, un’altra che filtra attraverso gli spifferi una luce intensa
e spettrale e un’altra ancora il cui materiale sembra stranamente… vivo e molte altre porte
altrettanto misteriose e inquietanti.
Dopo qualche passo, però, l’elfo si rende conto che il pavimento è in discesa e che i muri si sono
fatti di pietra: è appena giunto nelle segrete del castello, tanto spaventose quanto ricche di tesori.
Stando alle indicazioni del mandante, continuando dritto si dovrebbe arrivare a una sala più grande
che contiene l’anello. Al termine del corridoio, infatti, nota una porta – stavolta normale – e la
attraversa… proprio quando- TAN!
Una grata si abbassa dietro di lui e i ciottoli del pavimento davanti a lui cedono.
Adesso l’enorme stanza è stata riempita da uno strapiombo dove, sparse dappertutto, creature a otto
zampe nidificano nell’oscurita. Dopo un sospiro pieno di determinazione e qualche secondo di
attesa, il nostro avventuriero si spinge in avanti e si getta nella voragine.
Chissà cosa lo attende tra le gallerie della caverna, chissà se troverà il tesoro per cui è giunto fin qui
e chissà, invece, se la sua esistenza troverà fine tra le zanne di un aracnide. Spetta a voi decidere il
suo destino – e magari anche quello di qualcun altro.

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