La capitalizzazione di un capolavoro L’esorcista-il credente (David Gordon Green, 2023)

di Riccardo Maiello (IA)

“Il cinema non è il franchise.”: le parole di Scorsese risuonano nitide di fronte a un film come L’Esorcista – Il Credente. Questo film si proponeva di essere un sequel del cult horror L’Esorcista del 1973, ma – attenzione agli spoiler – fallisce miseramente. In passato, si sono susseguiti diversi spin-off de L’Esorcista, alcuni addirittura raccontando gli eventi successivi all’esorcismo, riprendendo il percorso dei personaggi come Regan, la bambina posseduta, e sua madre. L’Esorcista – Il Credente decide di annullare tutto ciò che i vecchi film hanno deciso di raccontare, per dare vita al primo capitolo di una trilogia. Una buona idea o semplicemente l’ennesimo errore dell’industria dell’horror contemporanea? La risposta è, ahimé, scontata.

La trama segue le vicende di Angela e Katherine: la prima è una bambina proveniente da una famiglia straniera e orfana di madre, la seconda è figlia di genitori estremamente religiosi. Un giorno, le due bambine scappano nel bosco con l’intenzione di compiere un rituale per contattare la defunta madre di Angela. Dopo un’ellissi narrativa, vediamo le due bambine fare ritorno tra le braccia dei genitori dopo tre giorni, ma diverse da come le avevamo lasciate: sono entrambe possedute dallo stesso demone. Dopo una serie di eventi che vedono il ritorno in scena di Ellen Burstyn, che veste nuovamente i panni di Chris MacNeil, madre di Regan nel film cult del 1973, le bambine vengono sottoposte a un esorcismo che, si spera, possa salvare le loro anime.

Sotto il punto di vista estetico, il film è appena apprezzabile: la fotografia è molto cupa, con una buona modulazione fra luci ed ombre che crea un ambiente suggestivo e accattivante. Il nocciolo del problema che affligge L’Esorcista – Il Credente emerge chiaramente dalla sua ambizione di sfruttare un patrimonio culturale così venerato come quello de L’Esorcista. Mentre il tentativo di capitalizzare il successo di un capolavoro precedente può essere comprensibile nell’industria cinematografica, in questo caso siamo di fronte ad un fallimento evidente sotto ogni aspetto. In primo luogo, il film si scontra con la sfida di reinventare un villain iconico come Pazuzu. Ne L’Esorcista originale, Pazuzu era presentato con una maestria cinematografica che gli conferiva un’aura di imprevedibilità e malvagità. Le sue apparizioni, anche limitate, erano effettivamente raccapriccianti, e la sua presenza era in grado di terrorizzare il pubblico persino nei momenti apparentemente tranquilli della pellicola. Era un antagonista che andava oltre il semplice spavento superficiale, incarnando una malvagità insidiosa. Tuttavia, nel L’Esorcista – Il Credente del 2023, Pazuzu perde la sua forza e originalità. Diventa il villain stereotipato degli attuali film horror, privo della stessa impronta distintiva che lo aveva reso così memorabile nel suo debutto cinematografico. La prevedibilità del suo comportamento e la mancanza di nuove sfaccettature lo relegano a una figura convenzionale, smorzando l’effetto che aveva precedentemente generato. Ciò che manca nella reinterpretazione di Pazuzu è la capacità di tenere lo spettatore con il fiato sospeso, di sorprenderlo con la sua malvagità. Nel 2023, il villain sembra essere stato ridotto a un’ombra della sua precedente grandezza, incapace di destare il terrore che un tempo evocava. Nel capolavoro originale, L’Esorcista, la forza del racconto risiedeva nella profonda esplorazione del dissidio interiore dei protagonisti, trasmettendo al pubblico le emozioni viscerali del dolore e della paura. La tensione psicologica cresceva in modo organico, e le ripercussioni degli avvenimenti si riflettevano in maniera tangibile sulla psiche dei personaggi. Nella pellicola del 1973, assistiamo a una serie di conflitti interiori che coinvolgono direttamente i protagonisti, come Chris MacNeil, interpretata da Ellen Burstyn, che lotta con l’orrore di vedere sua figlia Regan posseduta, vivendo una vera e propria agonia emotiva. Questi conflitti interiori danno profondità ai personaggi e alimentano la narrazione. In contrasto, L’Esorcista – Il Credente sembra trascurare completamente questa ricchezza psicologica. I personaggi appaiono statici, privi della complessità e delle sfumature che li avrebbero resi più umani e autentici. Manca la profondità necessaria per far sì che il pubblico si connetta emotivamente con le loro sfide e paure. Il sequel sembra concentrarsi più sulla spettacolarità visiva a discapito della ricchezza emotiva dei personaggi.

Data la deludente qualità di L’Esorcista – Il Credente e la mancanza di originalità nel trattamento del materiale di base, sarei propenso a sconsigliare il film ai lettori di PausacaffèPansini in cerca di un’esperienza cinematografica horror appagante e ben realizzata. Tuttavia, per coloro che desiderano immergersi in un panorama cinematografico contemporaneo ricco di film horror di qualità, ci sono alternative stimolanti.Ecco alcune valide opzioni.

The Witch (2015) Diretto da Robert Eggers, questo film offre una storia di stregoneria nel periodo coloniale in America. Con una cinematografia superba e una trama che mescola il soprannaturale con il dramma psicologico, The Witch è un’opzione intrigante per gli amanti dell’horror.

Get Out (2017) Diretto da Jordan Peele, Get Out è un thriller horror psicologico che affronta il razzismo in modo originale. Ha ricevuto ampi consensi per la sua trama intelligente, il commento sociale e le performance di alto livello.

A Quiet Place (2018) – Diretto e interpretato da John Krasinski, questo film offre un’esperienza unica in un mondo post-apocalittico invaso da creature che cacciano attraverso il suono. La tensione e l’originalità della trama sono punti di forza.

Hereditary (2018) – Diretto da Ari Aster, è un film acclamato per la sua atmosfera intensa, il ritmo serrato e le performance straordinarie. Offre un approccio psicologico all’horror che si distingue per la sua maestria tecnica.

 

L’esorcista-Il credente

Regia: David Gordon Green

Distribuzione: USA 2023, (col., 121 min.)

Un pensiero su “La capitalizzazione di un capolavoro L’esorcista-il credente (David Gordon Green, 2023)

  • 19 Gennaio 2024 in 16 h 22 min
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    Dio perdona…il Rosso no!!!
    😁

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