Il Napoli si ferma al Tardini: un pareggio che sa di sconfitta
di Maria Vittoria Vitale(IE)
Le speranze di una disperata rimonta azzurra si infrangono allo stadio Tardini di Parma. L’obiettivo del Napoli doveva essere scendere in campo per vincere e portarsi momentaneamente a -4 dalla capolista Inter, eppure gli azzurri sono incappati nell’ennesimo passo falso di una stagione fatta di alti e bassi, consegnando di fatto ai nerazzurri l’occasione di chiudere definitivamente la lotta scudetto. Gli uomini di Conte non riescono ad andare oltre il pareggio e i punti persi tra andata e ritorno contro gli emiliani diventano ben quattro, punti che alla resa dei conti fanno la differenza in situazioni delicate come quella del Napoli. Per non parlare poi di quelli lasciati per strada con altre piccole come Udinese e Verona. Quanti rimpianti per gli azzurri!

Domenica pomeriggio bastano poco più di trenta secondi perché il gelo si impossessi dei tifosi del Napoli, presenti e non allo stadio. Su rinvio di Suzuki riceva palla Elphege, la coppia difensiva Buongiorno-Juan Jesus interviene a vuoto sul giocatore gialloblù, che lancia Strefezza. Il numero 7 tira di piattone, il pallone scheggia il palo ma entra ugualmente in porta. È una doccia fredda, anzi freddissima, per la squadra, che si ritrova a dover inseguire e a dover scalare una montagna ripidissima su un terreno decisamente ostile. Infatti, il Parma si schiaccia subito in difesa e scompare per tutto il resto del match. Gli azzurri non trovano alcuno spazio per tirare, né tantomeno per crossare, nonostante il netto dominio nel possesso palla. Male un po’ tutti, persino i “Fab 4” (McTominay, De Bruyne, Anguissa e Lobotka), che faticano a trovare varchi tra le linee serrate dei ducali e a velocizzare le manovre a centrocampo. Non solo, ma è evidente che Anguissa sia in difficoltà e che non sia il giocatore devastante visto prima dell’infortunio. Il giro palla sterile e prevedibile del Napoli non impensierisce il Parma e il primo tempo si chiude senza ulteriori azioni velenose, deciso dall’errore di Juan Jesus, che, andando sull’uomo già marcato da Buongiorno, lascia via libera a Strefezza.
Alla ripresa Conte effettua il primo cambio: fuori Jesus, spaesato e in sofferenza, dentro Beukema. Il secondo tempo è un assedio alla metà campo del Parma da parte di un Napoli più propositivo. La prima occasione interessante del secondo parziale arriva al 52’ quando Hojlund non riesce a finalizzare su un passaggio di De Bruyne e la palla finisce sui piedi di Politano, che, però, spara alto. Pochi minuti dopo fa il suo ingresso in campo Alisson Santos e l’inerzia della partita cambia. La partita si ribalta al 60’ quando il Napoli trova il pareggio grazie al suo uomo della provvidenza: Scott McTominay. Alla ricerca della verticalità Lobotka imbuca per Hojlund, il danese serve la sponda per McTominay e Scott non sbaglia. Quando conta, il numero 8 del Napoli risponde sempre presente.
Con il pareggio dello scozzese inizia il forcing finale degli azzurri, alimentato anche dall’esplosività di Alisson Santos, che nulla può contro il muro del Parma, mai così attento e preciso nel corso di tutta la stagione. In ogni caso, tra il tifo azzurro resta in sospeso un interrogativo: perché non schierare Alisson Santos già dal primo minuto? La domanda sorge spontanea e la risposta potrebbe essere piuttosto scontata. Conte si affida ai suoi pilastri del centrocampo, non volendo rinunciare a uno dei “Fab 4”, che in fin dei conti sono stati tutto fuorché favolosi.
I ducali si chiudono a catenaccio davanti alla porta di Suzuki e con lucidità impediscono ai giocatori di Conte di trovare il raddoppio. Al 74’ su calcio d’angolo McTominay prova a ricreare nuovamente il suo celebre goal in rovesciata, ma la conclusione è alla portata del portiere emiliano. All’80’ gli azzurri rischiano sull’unica ripartenza del Parma: Mandela Keita tira di destro al limite dell’area e Milinković-Savić devia in calcio d’angolo. Al 38’ della ripresa il subentrato Gutiérrez mette un cross perfetto sulla testa di Elmas, che spreca colpendo più di spalla che di testa. L’ultima vera occasione del Napoli arriva nel recupero con Alisson Santos: il brasiliano frusta di mancina e sollecita i riflessi di Suzuki. Il secondi scorrono implacabili sul cronometro e al triplice fischio dell’arbitro gli azzurri si arrendono al blocco difensivo granitico del Parma, sprecando la possibilità di mettere pressione all’Inter. È un pareggio che lascia l’amaro in bocca, che si aggiunge alla lista dei rimpianti e che sa di sconfitta e di resa definitiva. A maggior ragione dopo la vittoria dei nerazzurri contro il Como, che lotta ma cede sotto i colpi di Marcus Thuram e Denzel Dumfries, i sogni degli azzurri sfumano in meno di un minuto.


